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Farina bóna Ticino Slow Food

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Farina bóna (farina sec’a) una traduzione della valle Onsernone. 

La farina bóna è un prodotto tradizionale della Valle Onsernone (zona del locarnese - Cantone Ticino). Per diversi decenni, la farina bóna è rimasta praticamente dimenticata finché Ilario Garbani Marcantini, maestro di scuola elementare a Intragna, con la collaborazione del Museo Onsernonese, l'ha riscoperta e valorizzata. Questa preziosa farina di granoturco (Zea mais) si ottiene macinando molto finemente la granella precedentemente tostata.

Questa farina è utile per impanare carne o pesce ed è un prodotto senza glutine.

Storia: Si racconta che la prima a produrla fu una mugnaia di Vergeletto di nome Annunziata Terribilini, detta Nunzia. Utilizzava il mais (lo stesso impiegato per la produzione di polenta dal Piano di Magadino) seguendo la tradizione della lavorazione della segale: tostava il mais in una padella fino a far scoppiare i chicchi, successivamente li macinava finemente per ottenere una farina dal gusto unico. La farina bóna si distingue anche per la sua macinatura molto fine, resa possibile dall'uso di macine speciali lisce, simili a quelle dei mulini, ormai in rovina, di Vergeletto.

Nel 2008, la Farina Bóna è diventata un presidio Slow Food grazie all'iniziativa del Museo Onsernonese e di Coop Svizzera. Nel 2013, sono stati riavviati i mulini di Loco e Vergeletto, che hanno ripreso a macinare e produrre la farina bóna. L'associazione omonima si impegna a coinvolgere la popolazione della valle e a promuovere in tutta la Svizzera la conoscenza di questo prodotto, favorendo contemporaneamente lo sviluppo economico e turistico della regione.

Peso netto: 250 g - Ingredienti: farina di mais tostato e macinato
Prodotta da: Ilario Garbani Marcantini (6654 Cavigliano)